Mi presento

Ciao, mi chiamo Giovanni Grasso e sono una Guida Cicloturistica Professionale; svolgo la mia attività di Guida da Leverano, nel Salento, dove sono nato e cresciuto e dove ho scelto di vivere con la mia famiglia dopo un bel pezzo di vita passata in Piemonte.

Come tanti qui a Leverano provengo da una famiglia contadina e questo ha impresso in me un forte legame con la terra. Mi è sempre piaciuto andare in bici e mi piace molto camminare. Dopo il mio ritorno qui in Salento, insieme ad un gruppo di fidati amici, ho esplorato in lungo e in largo, a piedi ed in bici, ogni angolo del territorio dell’Arneo, un territorio che nonostante la forte antropizzazione, conserva ancora angoli selvaggi e scorci con panorami mozzafiato; ho riscoperto così tanti luoghi che, quasi fermi nel tempo, narrano la travagliata storia delle lotte contadine di queste terre.

A causa delle varie e personali difficoltà lavorative degli ultimi anni, ho deciso di abbracciare la mia passione per la bicicletta e per la storia locale e farne una attività lavorativa. Così dopo aver seguito un corso di formazione presso la Scuola Italiana di Cicloturismo e averne superato le prove d’esame, da giugno 2026, a sessanta anni suonati, sono diventato una Guida Cicloturistica Professionale.

Una vecchia canzone di Guccini dice che “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà…”, …non so se per me è stato così: se sono state le contrarietà a spingermi ad abbracciare questa professione oppure se è semplicemente una scelta che è maturata lentamente, perché quello era il tempo di maturazione della mia passione per la bicicletta. Perché per lento io sono lento.

Me lo sono sentito dire così tante volte, che alla fine ne ho fatto la cifra della mia attività di guida, chiamandola appunto “Giro Lento”

“Giro Lento” è quindi una constatazione? Una proposta?

Io direi tutto questo!

Già, perché a me “lento” piace! Ci ho impiegato un bel po’ di tempo a capirlo (altrimenti che lento sarei stato!) ma credo sia il miglior modo per conoscere fino in fondo le cose, e nel caso del turismo, per conoscere fino in fondo il territorio che si visita, la sua gente, la sua cultura. E ritengo che la velocità (o lentezza, sarebbe meglio dire…) con cui la bici permette di spostarsi, sia la giusta misura che permette di allargare lo sguardo, ascoltare, annusare e all’occorrenza fermarsi per conoscere le storie di chi quei luoghi li abita.